Il delitto del Circeo è uno dei più efferati casi di cronaca nera italiana, avvenuto tra il 29 e il 30 settembre 1975 in una villa a San Felice Circeo.
La dinamica:
Due ragazze, Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, furono invitate ad una festa da tre giovani della Roma bene: <a href="https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Angelo%20Izzo">Angelo Izzo</a>, <a href="https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Gianni%20Guido">Gianni Guido</a> e Andrea Ghira. In realtà, la festa era una trappola. Le ragazze furono sequestrate, violentate, torturate e infine, credendo di averle uccise, i tre aggressori le rinchiusero nel bagagliaio di un'auto. Rosaria Lopez morì a causa delle violenze subite, mentre Donatella Colasanti, seppur gravemente ferita, sopravvisse fingendosi morta. Fu proprio grazie ai lamenti che provenivano dal bagagliaio che una guardia giurata diede l'allarme, salvando Donatella.
I colpevoli:
Il processo:
Il processo fu molto seguito dall'opinione pubblica e contribuì ad accendere un dibattito sulla violenza contro le donne e sulla giustizia in Italia. Le condanne definitive arrivarono negli anni '80.
L'impatto:
Il delitto del Circeo ebbe un impatto profondo sulla società italiana, diventando simbolo di una violenza di genere brutale e impunita. Il caso ha contribuito a sensibilizzare l'opinione pubblica e a promuovere leggi più severe contro la violenza sessuale. L'evento rimane una ferita aperta nella storia italiana e continua ad essere oggetto di studi e riflessioni.
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